Alessandro

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Un'esperienza che ti cambia

Lavoro in Accenture nella consulenza e due anni fa abbiamo inserito nel nostro team, attraverso il programma Job Stations, il nostro primo Job Stationer, prima con un contratto di stage e poi a tempo determinato. Oggi è ormai da due anni un collega, è parte integrante del nostro gruppo e svolge per noi quotidianamente alcune attività che prima intasavano un po’ la nostra agenda.

Trovo questa collaborazione assolutamente positiva, anche se non priva di alcune difficoltà iniziali, principalmente legate alla diversità di ritmi che vivono questi colleghi, al modo di affrontare diversamente l’attesa di una mail o del completamento di una attività, al differente modo di percepire e gestire lo stress. Difficoltà forse anche tipiche di qualunque nuova collaborazione, ma che abbiamo e che stiamo superando con un rapporto stretto e diretto con la fondazione e con il telelavoratore, così da tarare al meglio il nostro rapporto sempre orientato al raggiungimento del risultato professionale per l’azienda, ma soprattutto senza mai perdere di vista l’obiettivo sociale di questo progetto.

Job Stations è sicuramente un’esperienza che mi ha cambiato, non solo come professionista, ma soprattutto come uomo;

ho avuto e ho la possibilità di spendere parte delle mie energie in un progetto che è così lontano da quello di cui mi occupo di solito, di tornare a casa dalla mia famiglia e raccontare di una bella esperienza, di una persona che mi ha consegnato un nuovo punto di vista.

Il segreto per la riuscita del progetto sta nelle piccole cose, come aiutare questo collega a sentirsi parte di un gruppo; ecco, questo lo considero un punto fondamentale e vincente, per entrambe le parti: il senso di appartenenza aiuta noi come azienda e come client team a riconoscere il suo ruolo, ma aiuta soprattutto lui a capire che il suo contributo è utile alla squadra.

In conclusione, vorrei riportare un aneddoto che riguarda il nostro Job Stationer e che mi ha fatto davvero riflettere. Un giorno gli abbiamo fatto una piccola intervista, per riportare le sue prime sensazioni dopo qualche mese di collaborazione, e lui ha detto una frase che mi ha colpito: “Questo progetto per me è un trampolino di lancio”.

Questo credo possa dare la dimensione del coraggio e delle energie che queste persone sono pronte a mettere nel lavoro e che alla domanda “Job Stations è un progetto che si può fare?” mi fa rispondere un sì pieno e forte, un sì quasi gridato.

Alessandro, Supervisor di Accenture da cinque anni